Equazione di un amore, Simona Sparaco

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Questa è la storia di un amore nato ai tempi della scuola e mai morto. Idealizzato forse, trascinato nei meandri di un cuore che ha cercato di salvarsi per non essere vittima di chi non sapeva realmente amare.
Ma la vita scorre, va avanti, e si può scegliere se vivere rincorrendo qualcuno che latita, vivere di incontri che non costruiscono nulla, di comportamenti fugaci, di briciole raccolte lungo le giornate “in buona” o buttarsi alle spalle quel pezzo di cuore e vita e rinascere, in qualche modo.

Lea rinasce quando incontra Vittorio, ma c’è poco da fare, Giacomo, il suo primo amore tormentato rimane li, in un angolo del cuore.
E’ vera la frase del film “Mine vaganti” di Ozpetek che cita “Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre“, perchè non hanno il contatto con la realtà, con il quotidiano, con le piccole e grandi cose, eppure vivono, si alimentano di illusioni e diventano forti… e poi arrivano al punto in cui diventano possibili, diventano realtà…

La storia si svolge in tempi diversi, uno in cui Lea ricorda il suo passato con Giacomo e uno in cui parla del suo presente con Vittorio, fino a quando la storia arriva a essere vissuta nell’oggi.
Lettura dettagliata ma mai noiosa, personaggi ben descritti che sembra quasi di vederli nelle loro espressioni e durante le situazioni.
Per tutta la durata del libro credo sia inevitabile affiancare ai personaggi qualcuno a noi vicino, qualche somiglianza con il proprio vissuto… soprattutto potrebbe essere persino facile rivedere in Giacomo qualcuno che abbiamo amato in passato e che per certe situazioni, l’amore provato sia cosi forte e trascinatore.

«In fisica quantistica, nessun oggetto ha una posizione definita se non quando interagisce con qualcosa d’altro. Come se le cose non esistessero sempre, ma si materializzassero in un luogo preciso solo quando sbattono contro uno sguardo»

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Sinossi
Singapore è una bolla luminosa a misura di gente privilegiata e Lea, che non indossa nemmeno un gioiello, ha lasciato Roma per vivere lì. Ha sposato un avvocato di successo che nel tempio finanziario del consumo ha trovato le sue soddisfazioni. Anche se a tratti è punta da una nota di malinconia, la ragione le dice che non avrebbe potuto fare scelta migliore: Vittorio è affidabile, ambizioso, ac­cudente. È un uomo che prende le cose di petto e aggiusta quello che non va; come quando ha raccolto lei, sotto la pioggia, un pomeriggio londinese di tanti anni prima. Al cuore di Lea invece basta pochissimo per confondersi: l’immagine di un ragazzino introverso, curvo su una scrivania a darle ripetizioni di matematica. Si chiama Giacomo e Lea non ha mai smesso di pensare a lui. L’alunno più brillante, il professore più corteggiato, l’amante passionale, l’uomo codardo. Lea sa bene che deve stargli lontano, perché Giacomo può farle male: c’è un’ombra in lui, qualcosa che le sfugge, ma che lentamente lo divora.
Quando una piccola casa editrice accoglie il romanzo che ha scritto, Lea è costretta a tornare a Roma, e ogni proposito crolla. Il passato con tutta la sua prepotenza li travolge ancora una volta, con maggior violenza e pericolo. Secondo i principi della fisica che Giacomo le ha insegnato, nulla può separare due particelle quantiche una volta che sono entrate in contatto. Saranno legate per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili.

Copertina rigida: 352 pagine
Editore: Giunti Editore (9 marzo 2016)

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