Splitit, le ragioni della chiusura improvvisa

Dispiace sempre apprendere la chiusura di servizi che funzionano e sono utili alla comunitá, dispiace perché in qualche modo perdiamo un pó di ricchezza acquisita. Abbiamo conosciuto e utilizzato Splitit per le collette, era il barattolo digitale che ci permetteva di raccogliere soldi veri tra i nostri amici e conoscenti e nonostante avesse un notevole utilizzo e successo, ha chiuso.

Carlo Graziano, CEO e Founder di Splitit.it ha voluto condividere e informare perché un’app cosí di successo ha dovuto chiudere i battenti e lasciare i suoi utenti orfani di un servizio stra-utilizzato e comodo.

Pubblichiamo volentieri la lettera di Carlo Graziano ed esprimiamo la nostra solidarietá a lui e a tutto il gruppo di lavoro che ha creato e fatto crescere Splitit, ringraziandoli per quanto ci hanno comunque offerto augurandogli di trovare in futuro nuovi stimoli e nuovi entusiasmi e soprattutto fornitori e persone leali e concrete che non taglino le gambe a chi lavora duramente e con passione.

Potete trovare la lettera anche nel sito

«Avevo deciso di mantenere un profilo basso e un tono dolce, almeno inizialmente, senza spiegare quelli che sono i veri motivi che hanno portato alla chiusura della nostra splendida realtà: non una semplice azienda ma un sogno di cui né io né chi ne ha fatto parte ha mai dubitato. Ad abbracciare questo stesso sogno siete stati ben 30.000, numero destinato a moltiplicarsi costantemente nel tempo. I dati dicevano questo, ma adesso purtroppo non importa più…

Sono Carlo Graziano, founder e CEO di Splitit, la prima Startup Italiana di collette online nel suo genere. Non so quanti prenderanno qualche minuto per leggere questa lettera, ma mi sentivo in dovere e avevo voglia di condividere con voi la verità, voi che negli ultimi giorni, anziché lamentarvi dei disservizi o preoccuparvi per le vostre tasche e per le collette avete risposto così all’annuncio della fine di Splitit:

È proprio così, la fine è arrivata. Inattesa, in un momento in cui tutto sembrava andare per il verso giusto, grazie alla fiducia e la soddisfazione degli utenti che ci hanno regalato in questi anni una crescita costante. Nel mese di giugno abbiamo raggiunto il nostro record in tutte le metriche (quote, collette, utenti, raccolto etc)…. e poi…la banca che ci forniva il servizio di pagamento per carte di credito e con cui collaboravamo da 3 anni, senza una motivazione fondata, e senza nessun preavviso ci sospende il servizio, causando un grave disservizio agli utenti che ci hanno scelto e di fatto schiacciando il nostro orizzonte di crescita.

Splitit è la storia di un’idea che alimentata da coraggio, creatività, fatica, tempo e denaro si è trasformata in un prodotto, una comunità, una Startup.

La storia di Splitit è un po’ la mia storia, ed è quella di tutte le persone che, come me, hanno creduto in un’idea: creare un servizio partendo dal basso, da un’intuizione e dal sacrificio.

Splitit è nata nel 2014, la prima nel suo genere, anche se il progetto ha iniziato il suo corso nel 2013. Ci è voluto circa 1 anno per la progettazione e la realizzazione della prima beta del servizio che veniva inizialmente utilizzato da amici e conoscenti coinvolti direttamente da me o dai collaboratori che orbitavano intorno al progetto.

Mi occupavo personalmente di raccogliere le impressioni di ogni utente. Per circa 1 anno ho analizzato tutti i feedback raccolti, ho fornito assistenza in tempo reale agli utenti del sito per comprendere come rendere il servizio semplice per tutti. Ho utilizzato le informazioni raccolte per progettare la versione definitiva di Splitit, quella che è andata online a fine 2015 e che, a seguito di continue migliorie, è divenuta l’attuale versione del sito.

Sono stati anni di grandi investimenti, ho impiegato i miei risparmi e il mio tempo per finanziare lo sviluppo, per assumere le persone giuste e farmi carico di tutte le incombenze di un’azienda: dipendenti, collaboratori, commercialista, tasse, bandi, concorsi…sciacalli…

Sono stati anni difficili, ma la fiducia nel progetto non ha mai vacillato, perché i numeri mi davano ragione e mi infondevano coraggio. Gli utenti sono sempre stati in costante aumento, anche le liste erano sempre di più, mese dopo mese (addirittura la crescita nel 2018 era del 400% mese dopo mese).

Sono stati anni anche di grandi soddisfazioni. Non posso non ricordare senza un po’ di commozione il primo ufficio, le prime assunzioni, il 1° premio a StartUp Pay Contest.

I brindisi con cui celebravamo il raggiungimento degli obiettivi, i complimenti da parte dei nostri utenti. Ancora oggi ricordo come la mia più grande soddisfazione lo studente che ha deciso di dedicare a Splitit la sua tesi di laurea, e come dimenticare le collaborazioni che sono nate con diverse associazioni benefiche.

Poi un giorno accade che Banca Sella diventa socio e partner commerciale di un nostro concorrente. Accade poco dopo che mi ritrovo con il denaro di Splitit bloccato.

Accade che, di punto in bianco, il servizio di pagamento non funziona più. Accade che quasi nello stesso momento qualcuno per puro caso sappia di tutto ciò e approfitti della situazione per utilizzare il nostro marchio, violando i termini di servizio di Google Adwords, utilizzando il nome di Splitit all’interno dei suoi annunci sponsorizzati.

Non c’è nessun errore! “Splitit” esiste e la gente cercava solo Splitit, e non fantomatiche repliche. Perché ormai era diventato un punto di riferimento per tante persone.

Adesso sarà il tribunale a decidere se una banca ha il diritto di uccidere una StartUp.

Ringrazio tutti coloro che hanno orbitato nel progetto, per essere stati determinanti al raggiungimento di un sogno svanito non per colpa nostra: Marta, Roberta, Diana, Martina, Noemi, Santo, Omar, Cristina, Ornella, Giulia, Francesco e Chiara.

Vi ringrazio tutti per aver utilizzato Splitit. È stato un bel sogno finché è durato, ho creduto di poter creare qualcosa dal nulla, di poter realizzare un’idea con le mie sole forze.

Spero solo di non aver minato le vostre ambizioni, sono fermamente convinto che bisogna avere il coraggio di credere in se stessi e non rimpiango nulla se non l’indegna conclusione.

Vorrei rivolgermi anche al nuovo Governo. Fino a quando non si interverrà drasticamente eliminando ogni ostacolo o finta assistenza all’imprenditoria, non ci sarà ripresa e di conseguenza maggiore occupazione nel nostro Paese e, soprattutto, finché non ci sarà un valido monitoraggio sul comportamento delle banche, il rischio di vedere i giovani con le valigie in mano andare all’estero a sviluppare le proprie idee sarà sempre più elevato.

Non so se avrò nuovamente la forza per realizzare qualcos’altro in futuro. Tuttavia, auguro a tutti voi di combattere e di essere Davide nello scontro con i Golia che vi sbarreranno la strada.» Carlo Graziano